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domenica 28 maggio 2000
"CANTINE APERTE" 
a
ROCCHETTA TANARO
Asti - Italia
WINEDAY 2000

      Movimento Turismo del Vino- A Rocchetta Tanaro le Cantine Aperte, Wineday, importante manifestazione con tutti i produttori,  Braida, Marchesi Incisa della Rocchetta, Pinbologna e tutte le cantine locali.                    Cantine Aperte a Rocchetta Tanaro, provincia di Asti, in pieno Monferrato, la terra dei vini pregiati, d'autore.

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A Rocchetta Tanaro le Cantine Aperte, Wineday, importante manifestazione con tutti i produttori,  Braida, Marchesi Incisa della Rocchetta, Pinbologna e tutte le cantine locali.
AZ. AGR. VITIVIN. PINBOLOGNA
ROCCHETTA TANARO (AT)
TEL E FAX O141 644128
A Rocchetta Tanaro le Cantine Aperte, Wineday, importante manifestazione con tutti i produttori,  Braida, Marchesi Incisa della Rocchetta, Pinbologna e tutte le cantine locali.
BRAIDA DI BOLOGNA GIACOMO
ROCCHETTA TANARO (AT)
TEL. 0141 644113 FAX 644584
A Rocchetta Tanaro le Cantine Aperte, Wineday, importante manifestazione con tutti i produttori,  Braida, Marchesi Incisa della Rocchetta, Pinbologna e tutte le cantine locali.
MARCHESI INCISA DELLA ROCCHETTA
ROCCHETTA TANARO (AT)
TEL 0141 644647 FAX 644125

Programma comune 

Tra "grandi bottiglie" delle Cantine di Rocchetta per una allegra giornata nel nostro bellissimo Paese

 

Pagine istituzionali
www.comune.rocchetta-tanaro.at.it

Rocchetta Tanaro - pagine istituzionali

Regione Piemonte - pagine istituzionali

Provincia di Asti - pagine istituzionali

 

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IL VINO IN FESTA

(da: MOVIMENTO DEL TURISMO DEL VINO)

Sapete qual'è la più grande festa del vino nel mondo, che nell'edizione del '98 ha contato seicentomila partecipanti? Si chiama "Cantine aperte" e si svolge in tutta Italia.

Settecento cantine , dalle Alpi alla Sicilia, hanno celebrato il vino e l'ospitalità accogliendo con ogni riguardo i visitatori, ed al tempo stesso hanno sancito, per l'ennesima volta, l'importanza fondamentale del business turistico in campo enoico, che nel nostro Paese muove circa tre milioni di persone l'anno, e dà vita ad un giro d'affari di circa tremila miliardi di lire. Soprattutto hanno ancora una volta dimostrato come il vino abbia una formidabile e benefica ricaduta sui territori di produzione, aumentandone enormemente il potenziale turistico; il prestigio di un grande vino è in grado di trasformare aree geografiche prive di particolari o esclusive attrattive di carattere ambientale o artistico, in celebrate mete internazionali.

Infine le settecento cantine che hanno partecipato all'iniziativa dimostrano come le fortune dell'enoturismo italiano siano prevalentemente da attribuirsi all'intraprendenza ed all'attività del privato, o meglio di una base allargata di operatori che, sia pure aggregati da comuni interessi , agiscono in un clima quasi di autogestione, in maniera spesso più efficace, incisiva e concreta di quanto non riescano a fare gli enti pubblici

L'elemento aggregativo che sa incanalare le singole individualità, rispettandole ed esaltandole, ma al tempo stesso coordinandole in azioni di grande impatto ed efficacia si chiama "Movimento del Turismo del Vino". La festa di "Cantine Aperte" è il suo fiore all'occhiello, ma non bisogna dimenticare la costante azione di stimolo che esplica nei confronti delle molte "stanze dei bottoni", in cui la buona volontà è spesso inversamente proporzionale alla chiarezza degli intenti ed alla concretezza delle cose realizzate. Il vino non è soltanto una bevanda ricavata dalla fermentazione dell'uva: prima di tutto è storia, cultura, tradizione, gioia di vivere e filosofia del buon gusto; come diceva l'umanista Bartolomeo Sacchi detto il Platina nel XV secolo, è "honesta voluptate ac valetudine", cioè salute del corpo e dello spirito e onesta gratificazione dei sensi. In un bicchiere di vino si stratificano storie di uomini e di comunità, memorie, stagioni, luoghi, civiltà; un bicchiere di vino spesso è in grado di racchiudere il "genius loci" di un territorio assai meglio di quanto non riescano a fare generazioni di scrittori. Ad esempio la Barbera più che un vino è un mito nascosto; è l'anima stessa, ed il sangue di una terra altrimenti difficilmente decifrabile e penetrabile come l'Astesana.
Girate questa terra, esploratela, passatela al setaccio, parlate con la sua gente, torchiatela, sezionatela: come diceva Arpino incontrerete vento, come il toro quando incorna la cappa; ma stappate una buona bottiglia di Barbera d'Asti in compagnia di amici astigiani e tutto sarà chiaro, tutto sarà finalmente comprensibile e "vostro".

E di quanti altri vini italiani si potrebbe dire lo stesso! Il vino ha questa magia, ma perché essa venga fuori e si manifesti occorre sapienza, pazienza ed umiltà: se l'approccio nei suoi confronti si riduce al prelevare alcune bottiglie dallo scaffale del Supermarket esso resta muto ed inerte. Se invece lo si correda con quanto detto sopra, allora le emozioni non mancheranno mai. "Cantine Aperte" ha questo grande merito: mettere in contatto i neofiti del vino con gli adepti, i depositari , i ministri delle sue componenti misteriche, cioè quelli che il vino lo fanno, e da esso traggono di che vivere. Intendiamoci, molto spesso a costoro non pare vero di ricevere visitatori per trecentosessantacinque giorni l'anno, ma altrettanto spesso tutto ciò si riduce in un banale ed affrettato contatto calato nella routine quotidiana.

Cantine Aperte, invece, è una Festa, e come tale si ammanta di ritualità, di straordinarietà, di atmosfera, fino ad assumere le dimensioni dell'evento. Il vino, centro e motore di tutte le feste, assume anche in questa circostanza il suo ruolo fondamentale ed insostituibile. All'atto pratico la componente unitaria dell'iniziativa, che ne garantisce la contemporaneità , lascia subito il posto all'inventiva ed alla creatività delle singole aziende.

 

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