| PROGRAMMA DELLA GIORNATA | |
ore
9,30![]() |
Apertura
cantine con degustazione vini e vendita promozionale del bicchiere
personalizzato |
| Esposizione
bancarelle con prodotti tipici locali, artigianali e artistici |
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| Esibizione
della Banda Musicale di Rocchetta Tanaro, con la partecipazione dei "Frustatori" |
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| ore 11,00 | In
p.za Italia, presso la Fattoria Hotel Roceta nella sala congressi G. Bologna: 4a
edizione del premio Giacomo Bologna "La qualità della vita" |
| ore 12,00 | Apertura Museo delle Etichette Italiane Da Vino |
| ore 13,00 | Pranzo
in piazza organizzato dalla Pro-Loco Specialità "Rustica e alborelle fritte" |
| ore 15,00 | Visita
alle cantine accompagnati dal gruppo musicale "I Controcorrente" |
| Concorso Balconi Fioriti | |
Le
"grandi bottiglie" dei Produttori di Rocchetta
per una allegra giornata
nel nostro bellissimo Paese:
DOMENICA 25 MAGGIO 2003 ORE 10-18
Cantine Aperte, è l’evento più importante che si svolge in Italia con protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Cantine Aperte si svolge annualmente nell’ultima domenica di maggio nelle cantine socie del Movimento Turismo del Vino. L’evento attira l’attenzione di turisti e residenti, incuriositi dalla manifestazione che rappresenta il primo segnale di apertura, dialogo e contatto diretto e la possibilità di fare un’esperienza di grande interesse culturale e valore umano.
Protagonisti i giovani
Da non sottovalutare un dato estremamente importante: sono soprattutto i giovani, da soli, in coppia o in comitive, che contribuiscono alla vitalità di Cantine Aperte e delle innumerevoli iniziative di cultura gastronomica ed artistica che attorno all’evento fioriscono su iniziativa degli stessi vignaioli.
I numeri
Dalla prima edizione svoltasi nel 1993 ad oggi, la manifestazione ha riscosso un successo costante ed una crescita esponenziale. Il successo è dovuto al graduale coinvolgimento di tutto il territorio nazionale ed alla conseguente consapevolezza dei produttori stessi che, con il passare del tempo, vedevano svilupparsi potenzialità di accoglienza inattese, fino a raggiungere le cifre sorprendenti dell’ultimo anno: oltre ottocento cantine aperte per un milione di enoturisti entusiasti.
Le prospettive
Il Movimento Turismo del Vino sta operando con l’obiettivo di diffondere l’idea del grande giorno di festa del vino e dei suoi territori allargando Cantine Aperte anche ad altri Paesi, europei ed extra europei, a forte caratterizzazione vitivinicola e con un legame altrettanto forte con le tradizione enogastronomiche.
http://www.movimentoturismovino.it

"Cantine Aperte" è un marchio depositato, proprietà del Movimento Turismo del Vino, organizzazione selettiva, che raggruppa solo case qualificate, ammesse all’Associazione — e quindi all’utilizzo in esclusiva del marchio — su domanda e su precisi accertamenti. Al di là degli aspetti formali di diritto del Movimento Turismo del Vino, che non può permettere ad altri l’utilizzo di un suo marchio, la questione è molto concreta: per essere ammesse a "Cantine Aperte" le case vitivinicole debbono dimostrare all’organizzazione, di disporre di adeguati servizi di accoglienza, di operare secondo adeguate condizioni igienico-ambientali, di utilizzare personale istruito e professionale, di garantire un trattamento speciale agli ospiti. Per garantire agli utenti una corretta informazione, il Movimento ha realizzato una piastrella di riconoscimento con il marchio e la dicitura "Movimento Turismo del Vino — Piemonte" in verde; questa piastrella sarà esposta all’ingresso di tutte le cantine aderenti. Il giorno di "Cantine Aperte" — si chiama anche Wine Day poiché la manifestazione è diventata internazionale — è ogni anno l’ultima domenica di Maggio
IL VINO IN FESTA |
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Settecento cantine , dalle Alpi alla Sicilia, hanno celebrato il vino e l'ospitalità accogliendo con ogni riguardo i visitatori, ed al tempo stesso hanno sancito, per l'ennesima volta, l'importanza fondamentale del business turistico in campo enoico, che nel nostro Paese muove circa tre milioni di persone l'anno, e dà vita ad un giro d'affari di circa tremila miliardi di lire. Soprattutto hanno ancora una volta dimostrato come il vino abbia una formidabile e benefica ricaduta sui territori di produzione, aumentandone enormemente il potenziale turistico; il prestigio di un grande vino è in grado di trasformare aree geografiche prive di particolari o esclusive attrattive di carattere ambientale o artistico, in celebrate mete internazionali. |
Infine le settecento cantine che hanno partecipato all'iniziativa dimostrano come le fortune dell'enoturismo italiano siano prevalentemente da attribuirsi all'intraprendenza ed all'attività del privato, o meglio di una base allargata di operatori che, sia pure aggregati da comuni interessi , agiscono in un clima quasi di autogestione, in maniera spesso più efficace, incisiva e concreta di quanto non riescano a fare gli enti pubblici |
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L'elemento aggregativo che sa incanalare le singole individualità, rispettandole ed esaltandole, ma al tempo stesso coordinandole in azioni di grande impatto ed efficacia si chiama "Movimento del Turismo del Vino". La festa di "Cantine Aperte" è il suo fiore all'occhiello, ma non bisogna dimenticare la costante azione di stimolo che esplica nei confronti delle molte "stanze dei bottoni", in cui la buona volontà è spesso inversamente proporzionale alla chiarezza degli intenti ed alla concretezza delle cose realizzate. Il vino non è soltanto una bevanda ricavata dalla fermentazione dell'uva: prima di tutto è storia, cultura, tradizione, gioia di vivere e filosofia del buon gusto; come diceva l'umanista Bartolomeo Sacchi detto il Platina nel XV secolo, è "honesta voluptate ac valetudine", cioè salute del corpo e dello spirito e onesta gratificazione dei sensi. In un bicchiere di vino si stratificano storie di uomini e di comunità, memorie, stagioni, luoghi, civiltà; un bicchiere di vino spesso è in grado di racchiudere il "genius loci" di un territorio assai meglio di quanto non riescano a fare generazioni di scrittori. Ad esempio la Barbera più che un vino è un mito nascosto; è l'anima stessa, ed il sangue di una terra altrimenti difficilmente decifrabile e penetrabile come l'Astesana. |
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Girate questa terra, esploratela, passatela al setaccio, parlate con la sua gente, torchiatela, sezionatela: come diceva Arpino incontrerete vento, come il toro quando incorna la cappa; ma stappate una buona bottiglia di Barbera d'Asti in compagnia di amici astigiani e tutto sarà chiaro, tutto sarà finalmente comprensibile e "vostro". E di quanti altri vini italiani si potrebbe dire lo stesso! Il vino ha questa magia, ma perché essa venga fuori e si manifesti occorre sapienza, pazienza ed umiltà: se l'approccio nei suoi confronti si riduce al prelevare alcune bottiglie dallo scaffale del Supermarket esso resta muto ed inerte. Se invece lo si correda con quanto detto sopra, allora le emozioni non mancheranno mai. "Cantine Aperte" ha questo grande merito: mettere in contatto i neofiti del vino con gli adepti, i depositari , i ministri delle sue componenti misteriche, cioè quelli che il vino lo fanno, e da esso traggono di che vivere. Intendiamoci, molto spesso a costoro non pare vero di ricevere visitatori per trecentosessantacinque giorni l'anno, ma altrettanto spesso tutto ciò si riduce in un banale ed affrettato contatto calato nella routine quotidiana. Cantine Aperte, invece, è una Festa, e come tale si ammanta di ritualità, di straordinarietà, di atmosfera, fino ad assumere le dimensioni dell'evento. Il vino, centro e motore di tutte le feste, assume anche in questa circostanza il suo ruolo fondamentale ed insostituibile. All'atto pratico la componente unitaria dell'iniziativa, che ne garantisce la contemporaneità , lascia subito il posto all'inventiva ed alla creatività delle singole aziende. |