Rocchetta Tanaro nella storia
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Certamente
attraverso la via fluviale, il Tanaro, giunsero nel luogo i primi abitatori che da oltre
quattro millenni si insediarono nelle anse e sulle prominenze che il fiume formava lungo
il suo corso. Ne sono testimonianza i recenti ritrovamenti del neolitico annonese, così
come l'abbondanza nel suolo di reperti paleontologici e fossili (mastodonte, dinosauro,
conchiglie) riporta alle ere geologiche. La storia, i vini. La vocazione
enogastronomica fa parte della cultura, della storia e della economia locale. Le presenze artistiche In aperta campagna, un
tempo sulla riva del Tanaro, sorge la chiesetta di Santa Maria de Flexio
con abside romanica, già dipendenza dell'Abbazia di Pomposa, cui fu donata in
"xenodochio" (cernobbio) da Sigfredo presbitero "professo ex natione sua
lege vivere longobardorum" nel 1036. Il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro Dal 1980 Rocchetta Tanaro fa parte delle aree regionali, e proprio a quell'anno risale l'istituzione del Parco Naturale Regionale di Rocchetta Tanaro. Il territorio del Parco si estende per ca. 100 Ha in una zona collinare attraverso una distesa ininterrotta di alberi secolari: faggi, querce, castagni, rovere. Qui è facile incontrare numerose specie di animali protette, tra le quali il tasso, la volpe, il cinghiale e diverse specie di uccelli, tra le quali è sovente visibile l'airone. Nel fiume troviamo ancora il gambero rosso di fiume, un importante indicatore
biologico.
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Storia, folklore, personaggi, ambiente, economia, società
Rocchetta Tanaro sorge nel territorio a sud di Asti, in sponda destra del Fiume Tanaro, tra il Comune di Castello di Annone ed il Comune di Masio, sull'antico percorso della via Francigena. E' certamente attraverso la via fluviale che giunsero i primi abitatori del luogo che oltre quattro millenni or sono si insediarono nelle anse e sulle prominenze che il fiume formava lungo il suo corso. Ne sono testimonianza i recenti ritrovamenti del neolitico, così come l'abbondanza nel suolo di reperti paleontologici e fossili. La presenza di Roma imperiale e colonizzatrice è confermata dagli scavi effettuati intorno alla Chiesa delle Ciappellette, dove furono rinvenuti resti di embrici e vasellame di epoca
romana.
Fin dal 1200, Rocchetta Tanaro lega le sue sorti al nome dei Marchesi Incisa. La torre cilindrica , i resti delle mura e di parte dell'antico castello, tuttora residenza della famiglia, restano testimonianza della secolare presenza degli Incisa alla cui storia cavalleresca e feudale la vicenda rocchettese fu legata fino al
1700.
In aperta campagna, un tempo sulla riva del Tanaro, sorge la chiesetta di Santa Maria de Flexio con abside romanica, già dipendenza dell'Abbazia di Pomposa.
Nel concentrico, il Salone Santa Caterina, conserva un affresco scalpellinato. La Chiesa Parrocchiale costruita nel 1700 su preesistente cappella medioevale dedicata a Santo Stefano, ha un campanile
romanico.
Dal 1980 Rocchetta Tanaro fa parte delle aree regionali, e proprio a quell'anno risale l'istituzione del Parco Naturale Regionale di Rocchetta Tanaro.
Il territorio del Parco si estende per ca. 100 Ha in una zona collinare attraverso una distesa ininterrotta di alberi secolari : faggi, querce, castagni, rovere. Qui è facile incontrare numerose specie di animali protette, tra le quali il tasso, la volpe, il cinghiale e diverse specie di uccelli, tra le quali è sovente visibile l'airone. Nel fiume troviamo ancora il gambero rosso di fiume, un importante indicatore
biologico.
Il Comune è tra i promotori di un programma di rivalutazione territoriale denominato "dall'oasi del Tanaro alla riserva della Valsarmassa", le cui caratteristiche principali sono la presenza sul territorio di una forte concentrazione di aree protette collegate da un camminamento pedonale e la ricchezza in zona di produzioni agroalimentari particolari , quali il vino, il miele, le grappe, le piante officinali, i prodotti conservieri.
Rocchetta Tanaro è stato uno dei primi Comuni italiani a dichiararsi "Comune antitransgenico".