Cari Rocchettesi residenti e in diaspora !
Eccoci alla prima puntata di storia del santuario delle Ciapellette. Mille anni sono tanti, ma con un po' di pazienza arriveremo alla fine … !

Incomincio col riportare la relazione letta la sera del 23 maggio 1992 al Santuario della Madonna delle Ciapellette, in occasione della prima processione dopo una interruzione di alcuni decenni. Erano presenti anche la autorità cittadine e il Vescovo di Asti Mons. Severino Poletto (attuale Cardinale di Torino). 
Don Pietro Sodano iniziò la prima processione nel 1954 in occasione dell'Anno Mariano, e si compiva al pomeriggio della seconda o terza domenica di settembre, quando ancora il Santuario, pur essendo di proprietà privata, era stato concesso alla parrocchia in "gestione pastorale". 
La relazione è stata redatta dall'Arch Quaglia Don Alessandro da Cerro Tanaro.

"S. MARIA DE FLISCO" ( o Flexo)

o MADONNA DELLE CIAPELLETTE

Talvolta la toponomastica e i detti popolari ci aiutano a ricostruire la storia e la geografia di un luogo. Così a Rocchetta Tanaro l'antichissima chiesetta detta popolarmente delle Ciapellette (foto 1 - foto 2), o col nome ufficiale di S. Maria De Flisco (o Flexo) ci parla di geografia e di arte del murare. Se si osserva una mappa catastale, ancora oggi non fugge all'occhio anche inesperto come a valle della cappella vi sia un'ampia curva che indirizza in modo anomalo i confini fra terreno e terreno. 
Quell'ampia curva non è altro che un ansa del Tanaro interrata (come se ne vedono altre: a Cerro fra la Curiosa e la Villa Carnevale, e Felizzano, a Castello d' Annone ecc.) cioè una tortuosità, una curva abbandonata dal fiume, che in latino si esprimeva con il termine flexus - storpiato poi in flisco e magari in fiasco, di qui la nota leggenda - era appunto detta la Cappella della curva del Tanaro. Popolarmente detta anche Madonna delle Ciapellette. Si è capito in epoca recente, quando, caduta una buona parte di intonaco, da che cosa derivava quell'appellativo. 
Nei secoli VIII - IX, causa la povertà delle popolazioni, piuttosto che cuocere nuovi mattoni, si usava nelle nuove costruzioni, materiale di recupero in particolare si ornava la parte esterna (la mano d'opra costava poco) con cocci di tegolo posti spina di pesce a strisce sovrapposte, intervallate ogni 60 - 80 cm. Con alcuni corsi orizzontali di mattoni che "legavano" la struttura.
Ecco le "ciapellette" che ornano le pareti laterali della chiesetta. 
Molto bella e ben ornata anche l'abside, che, nell'interno, sotto varie mani di scialbo, conserva disegni ornamentali risalenti all'XI secolo.
Dunque S. Maria De Flexo perché trovatasi sulla sponda dell'ansa del Tanaro; Madonna delle Ciapellette per il materiale laterizio di recupero col quale è stata in parte costruita. Questo tipo di costruire è molto antico per cui la nostra chiesetta risale in alcune parti a prima del mille. Questa datazione è confortata da documenti d'archivio che la menzionano esistente nell'XI° secolo.
Non sappiamo quando siano venuti i monaci benedettini alla Madonna delle Ciapellette, ma non è improbabile che siano stati proprio loro a costruirla assieme all'abazia andata distrutta, ma della quale rimangono resti archeologici. Era infatti il metodo delle varie famiglie benedettine di evangelizzare le popolazioni più povere aiutandole a risolvere i loro problemi economici e sociali. I monaci benedettini si stabilivano perciò nei territori più poveri da bonificare e rendere fertili col proprio lavoro e con la propria tecnica aiutati dalle popolazioni locali. Tutta questa zona del Tanaro doveva essere paludosa e malarica, poiché è costellata da numerose abbazie: nel territorio di Azzano in riva al Tanaro l'abbazia di San Bartolomeo, distrutta ai tempi di Napoleone, l'abbazia di Santa Caterina (cistercense) e Santa Maria De Flisco a Rocchetta, San Giovanni Battista a Cerro, San Pietro a Masio (da non identificare con l'attuale Abbazia, ma con la fraz. San Pietro vicino al ponte per Felizzano). Dopo il 1300 le abbazie di Masio, Cerro e Rocchetta (Santa Maria) si trovavano alle dipendenze della Abbazia di Pomposa, nel Delta del Po, famosa per la sua Arte, grande centro di cultura e spiritualità nel Medio Evo.
Sarebbe interessante compulsare gli archivi per conoscere più dettagliatamente la storia della nostra cappella abbaziale; sappiamo che nel secolo scorso era proprietà del seminario vescovile di Asti, poi passò ad un privato. Negli anni '50 un importante Polittico in altorilievo in ceramica policroma, opera quattrocentesca di Filiberto da Quargniento (o da Alessandria), che trovatasi a circa la metà della parete sinistra su una base in mattoni intonacata, veniva alienato. Purtroppo l'opera lasciò Rocchetta e l'Astigiano e fu acquistata dalla Provincia di Alessandria che l'ha posta a ornamento della Sala Consigliare di Palazzo Ghilini.

{ Nota di Piero Cresta: ora possiamo ammirare questo rarissimo esemplare dell'arte di uno dei migliori scultori del gotico, fiorito dalla pianura padana, niente meno che prima di entrare in sacrestia della nostra Parrocchia in quanto è appeso sulla parete della navata sinistra come … "copia ricordo in terracotta". Rappresenta una libera rappresentazione dell'originale diciamo in sei formelle: iniziando dall'alto a sinistra troviamo l'Angelo Gabriele, poi Cristo nel sarcofago, e Madonna dell'Annunciazione. In basso primo Santo, Madonna Assunta con sei angioletti, e secondo Santo con Pastorale. Questa "libera copia" vuol riproporre in sè i valori notevolissimi di carattere storico - artistico dell'originale e fu voluta da Don Pietro Sodano. }

Nel 1968 la cappella veniva donata dal proprietario alla parrocchia di Rocchetta e come tutte le proprietà ecclesiastiche cade sotto la tutela del Ministero Beni Culturali e Ambientali ai sensi della legge 1089/39. Il Ministero BB.CC. attraverso la Soprintendenza per i Beni Architettonici in questi ultimi anni vi ha fatto lavori sia di conservazione che scavi e impianto di drenaggio e di smaltimento delle acque piovane. Ci si augura che altri finanziamenti abbiano a susseguire per continuare l'opera iniziata, a onore della Madonna in modo particolare, ma anche per non perdere un monumento ricco di storia e di cultura locale. 

Nelle foto in basso tre uniche immagini sacre che veneriamo alle Ciapellette. 
1 - Vergine di Vladimir o Madonna della Tenerezza
     (link ad una pagina che ne descrive la storia)
2 - Il Pantocrator (il Salvatore) 
3 - Crocifisso detto di San Francesco D'Assisi che parlò al Santo nella chiesetta diroccata della Porziuncola. 

( Questa è la prima puntata! Ogni mese manderò le seguenti puntate molto interessanti con leggende e ricordi della popolazione!)Piero Cresta
bearmauro@libero.it

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autorità

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Card. Severino Poletto

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foto esterno Ciappellette

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foto esterno abside Ciappellette



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Vergine di Vladimir o Madonna della Tenerezza. 
è disponibile una versione grande



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Il Pantocrator (il Salvatore) 



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Crocifisso detto di San Francesco D'Assisi



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