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Il Tanaro della pioggia...

Foto del guado 18 ottobre 2000


 


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Sabato 21 Ottobre 2000


 

I lavori sul Tanaro potrebbero riprendere da lunedì: ieri sopralluogo dei tecnici
A Rocchetta si ricostruirà il guado Ma sarà rinviata la costruzione del nuovo ponte

ROCCHETTA TANARO
Forse già lunedì s’inizierà la ricostruzione del rilevato su cui poggia il guado: il rialzo del terreno è stato «mangiato», sia in sponda destra che sinistra, dalla piena del fiume. Ieri c’è stato un sopralluogo dei tecnici della Provincia per incominciare a predisporre le operazioni: si calcola che i lavori potrebbero durare una settimana.
Solo dopo la loro conclusione si potrà rimuovere la massa (2 mila metri cubi) di detriti che premono contro il guado; un’altra quantità di tronchi (inferiore ai 300 metri cubi) è ferma contro i piloni del vicino ponte: dovrà essere anch’essa prelevata e smaltita come rifiuto speciale.
Proprio sul ponte di Rocchetta, destinato a essere adeguato e allungato con tre campate, ci sono novità. «Saremo costretti - annuncia Claudio Musso, assessore provinciale ai Lavori pubblici - a tardare l’esecuzione dell’intervento. La Provincia di Alessandria ci ha comunicato che, a tempi brevissimi, dovrà chiudere il ponte di Felizzano per due mesi, nell’ambito dei lavori di costruzione del nuovo collegamento. Il traffico che, dal Sud Astigiano, si serve dell’attraversamento alessandrino dovrà essere dirottato su Rocchetta». Il progetto della Provincia per l’ampliamento del ponte rocchettese (l’intervento porterà via un anno di tempo) prevede la costruzione di due campate in sponda sinistra e una in riva destra: la carreggiata, in quei punti, sarà più ampia di quella attuale. Per superare la strozzatura occorrerà adeguare anche il resto della sede stradale. «Abbiamo già previsto la spesa: un miliardo, che si aggiungerà ai 3 necessari per realizzare le nuove campate» indica Musso.
Con la costruzione del rilevato, il guado sarà pronto per essere usato: è composto da 19 tubi. Che cosa potrebbe succedere se, con la chiusura del ponte per i lavori di adeguamento, il guado dovesse diventare temporaneamente inservibile in caso di piena del Tanaro?
«L’impresa che lavorerà al ponte - spiega l’assessore Musso - ha già sottoscritto un documento in cui si impegna, in un tempo massimo di 10 giorni, a garantire la circolazione sullo stesso con il senso unico alternato. Da tempo, inoltre, abbiamo redatto un piano di emergenza per la gestione del guado non solo in caso di piena, ma anche di pioggia. Per la sua applicazione potremo contare sul coinvolgimento dei Comuni di Rocchetta e Cerro».

da La Stampa


 

Giovedì 19 Ottobre 2000 


 

Il Comune di Annone ieri ha ribadito le accuse contro Asti
Lite sui detriti nel Tanaro
E oggi sul guado a senso alternato

di Laura Nosenzo
ASTI
I centri della Valle Tanaro dimenticano a poco a poco la paura. Si cerca di liberare il più celermente possibile i piloni dei ponti dai detriti (soprattutto tronchi) trasportati dalla piena. «Le previsioni meteorologiche indicano che da domani a domenica potrebbe piovere: dunque è importante accelerare al massimo le operazioni» conferma Claudio Musso, assessore ai Lavori pubblici della Provincia.
Riaperto ieri mattina, il guado di Asti è stato nuovamente chiuso nel primo pomeriggio per consentire gli interventi di ripristino strutturale che il personale del Comune, i vigili del fuoco e i progettisti dell’opera hanno giudicato indispensabili dopo una verifica. «Con l’abbassamento dell’acqua - spiega Antonio Baudo, assessore alla Protezione civile - sono state accertate alcune lesioni, che potrebbero causare problemi di stabilità». La tangenziale Sud è tornata ad avere un unico accesso: quello di corso Alessandria. Poi in serata è stato riaperto e oggi funzionerà a senso alternato per consentire ulteriori lavori di risistemazione.
Intanto non si placa la polemica sui detriti che il Comune di Asti ha scaricato a valle per liberare il guado. Ieri, con una lettera al prefetto D’Alfonso, il sindaco di Castello d’Annone, Alessandro Valenzano (Pdci), ha segnalato che un altro carico di tronchi è stato rigettato in Tanaro martedì pomeriggio dopo il discusso intervento di lunedì eseguito dalla ditta «Moviter». «Ce ne siamo accorti, con i vigili del fuoco e i tecnici della Provincia - indica Valenzano - mentre erano in corso i lavori per liberare le arcate del ponte di Annone dai 300 metri cubi di detriti. Da monte ha ricominciato a venire giù di tutto».
Valenzano definisce «irresponsabile e piratesco» il comportamento del Comune di Asti, ricorda che «i detriti sono considerati rifiuti alluvionali e come tali devono essere asportati e smaltiti, non abbandonati a se stessi» e chiede a D’Alfonso di «intervenire e prendere i provvedimenti che reputerà necessari». La lettera inviata in prefettura è stata trasmessa anche alla procura della Repubblica.
Il titolare della «Moviter» Marco Calosso (è anche segretario cittadino della Lega Nord), difende l’intervento eseguito al guado e, a chi gli ricorda la protesta dei comuni a valle, replica con una battuta: «Comunisti a valle, sarebbe meglio dire». «Abbiamo lavorato - spiega - in una situazione di pericolo, la corrente era così forte che siamo riusciti ad agganciare, e caricare sui camion, solo una parte dei detriti. Certo, avremmo potuto chiudere il guado per 4-5 giorni e recuperare tutti i tronchi con attrezzature particolari: ma l’intervento sarebbe costato al Comune non meno di 25 milioni contro i 4 che, invece, dovrà pagare».
Per liberare il guado di Rocchetta dai 2 mila metri cubi di detriti, la Provincia stima una spesa di 40 milioni. Ma prima bisognerà ricostruire il rilevato su cui poggia l’opera: è stato «mangiato» dalla piena. Ancora imprecisata la quantità di materiali che insistono contro il ponte di Rocchetta.

da La Stampa


Mercoledì 18 Ottobre 2000


        

I detriti del guado scaricati a valle.
Annone e Rocchetta protestano contro Asti

Oggi alle sette viene riaperto, ma è polemica sul ripristino con migliaia di tronchi rigettati nel Tanaro

ASTI
Il sole e squarci di cielo azzurro tra le nuvole, hanno allontanato ieri pomeriggio le immagini di pioggia e fango dei giorni scorsi. Il Tanaro e gli altri affluenti ieri non facevano più paura. Si tenta una conta dei danni, notevoli soprattutto per la viabilità. Ad Asti il nodo resta il guado di corso Savona, che sarà riaperto da stamane alle sette, sotto il controllo dei vigili. L’opera di ripristino è stata delicata. Spiega l’assessore Ferrante Marengo: «Tratti del guard-raid erano danneggiati dai tronchi portati dalla corrente. La struttura ha resistito alla enorme spinta della massa d’acqua e dei detriti, ma andava rimessa in sicurezza. Verranno sistemati tratti di spartitraffico in cemento come spalletta laterale. Fatte le opportune verifiche statiche il guado sarà riaperto domani alle sette (oggi, ndr)».
Ma è sulle modalità che hanno portato alla sgombero della «diga» formatasi contro il guado che si concentra la polemica. Da lunedì pomeriggio erano entrare nuovamente in azione le ruspe delle imprese appaltatrici. Per tentare di sbrogliare l’enorme massa accumulata, tronchi rami e altri detriti sono stati fatti scivolare sotto e oltre il guado rimettendoli di fatto tra i flutti della corrente del fiume. C’è chi sostiene che questa «scelta», oltre che liberare velocemente il guado, ha consentito al Comune di Asti di non dover sostenere le ingenti spese per smaltire i detriti, che in questi casi vengono considerati rifiuti speciali, aprendo un contenzioso con il Magispo.
I detriti trasportati dalla corrente, hanno trovato prima il ponte della tangenziale Sud, quello di Castello d’Annone e poi il ponte e il guado già semidistrutto da precedenti piene di Rocchetta, formando una nuova diga, pericolosissima. I detriti che non si sono fermati contro i piloni hanno proseguito la loro corsa nel territorio alessandrino.
Ieri contro il guado di Rocchetta, che in mattinata ha cominciato a riaffiorare dall’acqua, c'erano almeno, secondo una stima, circa 2 mila metri cubi di tronchi e altri rifiuti. «Parte degli alberi rilasciati da Asti è passata oltre, ma un’altra quantità si è fermata qui» ha confermato Claudio Musso, assessore ai Lavori pubblici della Provincia, dopo un sopralluogo a Rocchetta.
Il sindaco di Castello d’Annone, Alessandro Valenzano (Pdci), è infuriato: «Il comportamento del Comune di Asti è vergognoso, hanno agito in modo arrogante, senza considerare i comuni a valle o, almeno, preavvertirli. Lunedì, saranno state le 17, abbiamo cominciato a vedere che, da monte, tornava ad arrivava di tutto. Ho telefonato in prefettura, ho cercato l’assessore ai Lavori pubblici Marengo, non l’ho trovato. Devo ancora ricevere la sua telefonata».
L’intervento per rimuovere i materiali contro il guado è stato seguito, lunedì pomeriggio, da centinaia di astigiani sugli argini. Le ruspe al lavoro erano cinque. «Una sola prendeva i detriti - racconta un testimone - e li depositava su un camion, ma le altre quattro smuovevano i materiali in modo che, scorrendo sotto il guado, scendessero a valle. In un caso qualche tronco è stato sollevato e buttato dall’altra parte. Lo abbiamo visto tutti e in tanti siamo rimasti stupefatti per quanto stava accadendo».
L’assessore Marengo non si scompone, anzi contrattacca: «Mi stupisce che qualcuno si stupisca». Poi spiega: «Lo stesso intervento eseguito d’urgenza lunedì lo abbiamo fatto dopo altre piene, sempre per liberare il guado: nessuno ha mai detto nulla. E’ inevitabile che accada: anche noi purtroppo ci siamo presi i detriti dei centri che stanno a monte».
Il sindaco di Rocchetta, Sergio Aliberti, è stupefatto: «Se sai che a valle sono ancora in emergenza e che Alessandria ci sta andando, come è successo lunedì pomeriggio, non è giusto creare problemi agli altri». Intanto Musso annuncia: «Non appena ci saranno le condizioni di sicurezza cominceremo a liberare il guado di Rocchetta dai detriti». Il Comune ha individuato un’area vicina in riva al Tanaro, messa a disposizione dall’impresa di escavazione Villa, in cui stoccare i materiali. Ma chi pagherà per smaltirli? Dice Musso: «Ora lavoriamo per rendere sicuri i centri a valle, in uno spirito di solidarietà. Poi penseremo anche a quello».
E il caso diventa anche «politico». In una interpellanza urgente i capigruppo consiliari dei Ds (Fassone) dei Comunisti italiani (Bestente) e dei Popolari (Vercelli) chiedono a sindaco di Asti Florio e all’assessore Marengo se «le modalità di rimozione dei detriti sono state decise dagli uffici competenti» e se si sono valutati «gli elementi di pericolo».

di Sergio Miravalle - Laura Nosenzo

da La Stampa


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mercoledì 18 ottobre 2000 ore 18:00

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